La Filarmonica Verghera
 
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La Storia

   
Il 12 Giugno 1884 nasceva il Corpo Musicale "La Filarmonica" di Verghera. Era il primo significativo momento di una piccola comunità che decideva di affidare a un pentagramma le propri ansie di crescita sociale e culturale. Fu così che numerosi contadini, alternando le dure fatiche dei campi, si ritrovarono d’incanto riuniti sotto la "bacchetta" del maestro Gaetano Tessori, per scrivere le prime pagine di una fantastica storia, che attraverso generazioni è giunta intatta sino ai nostri giorni. Una storia fatta di nomi, di avvenimenti, di aneddoti, di cose semplici e genuine a testimonianza del fervore e della sensibilità d’animo, di quanti in questa più che secolare vita della "Filarmonica", hanno contribuito al suo successo e alla sua affermazione.


Colombo Fortunato (1890-1920)
con la prima divisa della Filarmonica

Non Mancarono, in quel lontano 1884, sacrifici e rinunce pur di dar corpo ad una iniziativa che nel tempo è poi diventata autentica tradizione popolare. Furono gli stessi "aspiranti musicanti" ad autofinanziarsi, mediante collette fatte con generi in natura: grano, segale, mais in cambio di spartiti e strumenti musicali.

Un impegno, che andava ben oltre la stessa passione per la musica, la quale costituì il punto di partenza per un ambizioso discorso di partecipazione al difficile processo di sviluppo di Verghera, caratterizzato ieri come oggi, da una presenza sociale sempre attiva e costante dei suoi abitanti.

Il "battesimo" ufficiale la Filarmonica l’ebbe il 25 Settembre 1884 in occasione della consacrazione delle nuove cinque campane della vecchia Chiesa di Verghera . Fu festa grande, all’arrivo alla stazione di Gallarate, da Milano, delle campane. Uno stuolo di fedeli, guidati dal Parroco dell’epoca (don Luigi Brambilla), si recò in processione su quattordici carri, trainati da buoi. In testa a tutti, manco a dirlo, cera la Banda che era nata da appena tre mesi.


Come era Via Mazzini


Come era la nostra Chiesa

Fu festa anche nel 1894 e nel 1896 in occasione, rispettivamente dell’inaugurazione dell’organo e dell’arco d’ingresso della chiesa.

Fu nel 1912, dopo cinque lustri di attività, che veniva inaugurata la sede del Corpo Musicale nell’edificio, attuale, di via Indipendenza, acquistato con l’annesso giardinetto per 40 mila lire. Una cifra record per i bilanci sempre in rosso, ottenuta grazie anche al generoso contributo dell’intera popolazione, sempre più legata alla "propria" banda.

Alle porte batteva intanto la prima Guerra Mondiale.


Terminata la guerra, per i reduci iniziarono anni duri: tra nuove e vecchie difficoltà, si cercò di recuperare un "patrimonio" costruito con tanta passione e volontà che rischiava, di dissolversi. Con tenacia anche queste difficoltà furono risolte.


La seconda Guerra mondiale che fece il suo epilogo al ventennio fascista, portò tra speranze e timori, altre ferite e altre lacrime.


Concerto in piazza diretto
dal maestro Cannaviello



Il dopoguerra, per la Filarmonica, significò innanzitutto un rinnovato impegno di ricostruzione del tessuto sociale, una ritrovata voglia di vivere in mezzo alla gente e per la gente, cancellando i giorni bui del passato. Iniziò così un nuovo ciclo di attività, scandito anche dai vari Anniversari celebrativi:

70° di fondazione 1954;
90° di fondazione 1974;
100° di fondazione 1984;
110° di fondazione 1994.

Il primo anniversario chiuse una parentesi nera durata alcuni anni; il secondo fu caratterizzato nell’immissione nelle file della banda di tanti giovani di ambo i sessi che stimolarono la banda a nuove esperienze musicali, conciliando ritmi moderni con classici. Il "centenario" rappresentò la continuità attraverso generazioni diverse legate ed accomunate dalla stessa passione per la musica, intesa come messaggio di pace e di serenità, di fede e di amore.

Nel 1980, in occasione delle celebrazioni del 25° di fondazione dell’ AMBIMA, la Filarmonica fu premiata per la passione sopracitata. Un riconoscimento andò all’allora bravo Maestro Terenzio Puricelli e all’ancora attuale Presidente Bruno Morosi.